Monti Barracù, Cardeffia, Pizzo Cangialoso, Monte Colomba

E' una serie di alti e panoramici rilievi - allineati a formare un'unica dorsale con direzione Nord-ovest Sud-est, tra Corleone, Campofiorito e Bisacquino sino al Lago di Prizzi - di ragguardevole interesse paesaggistico, geologico e paleogeografico, di cui il solo Monte Colomba rientra nella perimetrazione del Parco. Le rocce che li costituiscono appartengono, infatti, a una delle successioni sedimentarie che i geologi hanno raggruppato tra le unità stratigrafiche del bacino sicano: pile di sedimenti che si sono depositati al fondo di un bacino marino, tra il Triassico medio superiore e il Tortoniano, che contengono fossili di organismi pelagici.
Interessanti le presenze floristiche a Monte Barracù (1420 m s.l.m.). Ricoperto da un fitto bosco di Lecci, Frassini e Querce virgiliane, Monte Colomba (1197 m s.l.m.), a Est di Bisacquino, è sito importante per la presenza di rare Orchidacee, di un'espressiva vegetazione rupestre, di numerosi endemismi vegetali e cli Rapaci, come il Lanario. Monte Cardellia (1286 m s.l.m.), è una strapiombante bastionata calcarea, caratterizzata dalla presenza di belle macchie di Querce sempreverdi, ed è frequentato da rari falconiformi e passeriformi con distribuzione limitata in Sicilia. Fa parte dello stesso sistema anche Monte Triona (1215 s.l.m.), a Nord di Bisacquino, caratterizzato da importanti presenze floristiche. Sudi una parete rocciosa vi svetta il seicentesco Santuario della Madonna del Balzo.

Lago di Prizzi

E' un bacino artificiale con una capacità di nove milioni di metri cubi, realizzato mediante lo sbarramento di una gola del Fiume Raia, affluente del Fiume Verdura. Racchiuso tra la Montagna dei Cavalli e Cozzo di Palma, costituisce un ambito di notevole valore paesaggistico. Si raggiunge da Prizzi, seguendo la specifica segnaletica.

Serra del Leone, Piano della Fieravecchia, Cozzo Stagnataro

A Sud di Monte Càrcaci, tra i territori di Prizzi, Castronovo di Sicilia e Santo Stefano di Quisquina, e tra i bacini artificiali di Piano del Leone e del Fanaco, si estende questa vasta area montuoso-collinare ove sono ricomprese una serie di vette - Serra Leone (1319 m) Pizzo Lupo (1092 m s.l.m.), Cozzo Stagnataro (1346 m s.l.m.), Piano di Fieravecchia (1081 m s.l.m.), Pizzo Catera (1192 m s.l.m.), Cozzo Manafarina (1239 m s.l.m.), ecc. - i cui paesaggi vegetale e antropico sono esaltati da una elevata eterogeneità ambientale (Lecci, Pioppi, Pini, Cipressi, Frassini, Ginestre, Euforbie, coltivi, ecc.). Si raggiunge agevolmente da Castronovo di Sicilia.

Rocche di Castronovo di Sicilia

La porzione occidentale del Parco, compresa tra il Lago Fanaco e gli abitati di Castronovo di Sicilia e Cammarata, annovera una serie di interessanti rilievi, dall'elevata eterogeneità ambientale, come le Rocche di Castronovo, Pizzo Lupo e Pizzo San Cono e le altre alture che sovrastano l'abitato di Castronovo di Sicilia (Pizzo della Guardia, il Casséro, Rupe di San Vitale) che precipitano spettacolarmente sul fondovalle del Platani. Ambiti di interesse paesaggistico, geologico e fitogeografico, ospitano, anche, interessanti siti archeologici (insediamenti sicani ellenizzati) e, sulla vetta delle Rocche, la Chiesa del Giudice Giusto, piccolo gioiello normanno, i ruderi del Castello e della tardo-bizantina Chiesa di San Vitale.
Nell'area, fuori dalla perimetrazione del Parco, insistono anche alcuni ambienti umidi di particolare pregio, come il Gorgo di Sant'Aridrea e la Piana di Marcatobianco, nella pianura alluvionale del Fiume Torto, una vasta area umida temporanea caratterizzata dalle divagazioni del corso d'acqua che costituisce un'importante zona di sosta per specie acquatiche dell'avifauna migratoria.

Monte Cammarata

Istituita nel 2000, al fine di tutelare principalmente gli aspetti di vegetazione erbacea della parte sommitale del Cammarata, i numerosi altri rilievi che ricadono nell'area e per la conservazione della diversificata comunità avifaunistica presente, l'area della ex Riserva naè    urale di Monte Cammarata occupa una vasta superficie centro-orientale dei Monti Sicani, sviluppandosi per alcuni chilometri in direzione Est-ovest - tra l'abitato di Cammarata-San Giovanni Gemini e la Serra di Quisquina. Oltre al Cammarata, che con i suoi 1578 m s.l.m. è la più alta vetta del Parco, nell'area rientrano Monte Gemini (1392 m s.l.m.), Pizzo della Rondine (1246 m s.l.m.), Serra Quisquina (1139 m s.l.m.), Cozzo Panepinto (1045 m), Cozzo Minavento (991 m s.l.m.), Pizzo dell'Apa (893 m s.l.m.), rilievi, come il CammaBen rappresentati, ancora, i Mammiferi (Arvicola del Savi, Crocidura, Donnola, Gatto selvatico, Topo quercino, Volpe, Martora, Istrice, ecc.), gli Anfibi (Discoglosso, Rospo comune, ecc.) e i Rettili (Testuggine palustre, Colubro d'Esculapio, Biacco, Biscia dal collare, Emidattilo, Gongilo, Luscengola, Ramarro, ecc.).
Altri pregevoli ambienti ricompresi nell'area sono il Bosco di Buonanotte, composto prevalentemente da Querce e da varie specie introdotte, Monte Gemini, le Sorgenti dei Cacciatori e del Chirumbo, Portella dei Daini, Pizzo della Rondine e Serra di Quisquina, ove sono rappresentati considerevoli aspetti boschivi - ora a dominanza di Leccio, ora di Roverella - e di Macchia mediterranea. Questi ultimi due biotopi, in particolare, ospitano altri animali e piante importanti orari, quali l'Aquila del Boneffi e il Lanario, tra gli Uccelli; la Testuggine palustre siciliana e il Colubro liscio, tra i Rettili e tra le piante di interesse fitogeografico, l'Astro di Sorrentino, la Lavatera agrigentina, ilBagolaro, la Camomilla di Cupani ed un gran numero di Orchidacee. A986 metri d'altezza, immerso nella Serra della Quisquina, un querceto tra i più antichi e rigogliosi di questa parte del Parco, si erge il suggestivo Santuario di Santa Rosalia alla Quisquina, eretto, con l'annesso Convento, alla fine del Seicento, all'imbocco della profonda spelonca ove, secondo la tradizione, visse per circa dodici anni, intorno al )(ll secolo, Rosalia, figlia di Sinibaldo signore di Quisquina, prima di trasferirsi nella grotta cli Monte Pellegrino, a Palermo dove morì. Oggi trasformato in un museo che documenta la vita dei monaci che lo abitarono, il complesso annovera una piccola chiesa, ricca di pregevoli opere d'arte, tra le quali una statua della Santa, realizzata in un unico blocco di marmo, e un altare impreziosito da intarsi in marmo. Nei pressi è una Roverella monumentale ove, secondo la leggenda, Rosalia si recava per pregare e riscaldarsi al sole.

Monte Rose, Pizzo Catera

Il primo è un imponente rilievo, tra i più elevati del Parco (1436 m s.l.m.), tra Bivona e Palazzo Adriano, il cui nome risalirebbe alla ricchezza di Peonie che vi vegetano e che, secondo il rac-    
conto tradizionale, sarebbero cresciute al passaggio di Santa Rosalia. Caratterizzato, come  Pizzo Catera (1182 m s.l.m.), da aspetti di foreste di Conifere mediterranee di montagna,
impreziosito dalla vegetazione tipica dei prati oro-mediterranei, da varie specie di Orchidacee  e da una particolarmente rigogliosa e cospicua vegetazione rupestre. Emergendo prepotente-    
mente da un ampio e poco antropizzato piaforo, le due montagne segnano profondamente il paesaggio con le loro alte pareti. Notevole la presenza di Uccelli, soprattutto Rapaci, come    
il Falco pellegrino. Strade sterrare e sentieri consentono di raggiungere queste aree sia da  Bivona, sia da Santo Stefano di Quisquina.

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